Le biofrequenze

Grazie agli studi del geniale e rivoluzionario scienziato italiano Marco Todeschini e dei vari esponenti della fisica quantistica, oggi possiamo guardare a ciò che ci circonda con una consapevolezza nuova, capace di considerare i meccanismi di interazione fondamentali degli elementi: le frequenze elettromagnetiche.

Tecnicamente per frequenza si intende quante onde elettromagnetiche vengono prodotte nell’arco di un secondo, la cui unità di misura è l’Hertz (Hz), 1 singolo Hz corrisponde ad un’onda al secondo. Ad oggi sappiamo che qualunque essere vivente e non, tutto ciò che è visibile e non visibile, è permeato e costituito da una propria vibrazione frequenziale. Noi stessi emettiamo e riceviamo, come un’antenna ricetrasmittente, frequenze dall’ambiente.

Possiamo perciò considerare l’organismo umano un insieme di frequenze elettromagnetiche e fenomeni di risonanza, siamo noi stessi in grado di produrre frequenze ultradeboli fino a 180 Hz, di fatto potentissime. Il Prof. Spaggiari, fisico, medico chirurgo, tra i maggiori esperti del settore, sostiene che il benessere è una questione di oscillazioni elettromagnetiche ordinate. Anche Popper, filosofo austriaco del secolo scorso, afferma, tramite i suoi studi sui biofotoni, che tutta la vita è controllata da oscillazioni elettromagnetiche. Egli sostiene che la malattia, prima di manifestarsi accompagnata dal corollario di sintomi corporei e dolori, origina da un disturbo del campo elettromagnetico.

Perciò la malattia di una persona, o di uno dei suoi organi, è preceduta da un’oscillazione elettromagnetica “malata”.

Come affermava Todeschini con il suo occhio da fisico e medico, se riusciamo a conoscere i meccanismi elettromagnetici di funzionamento degli organi, ma soprattutto le leggi che regolano questi meccanismi, saremo in grado di riportarli al loro corretto equilibrio. Dobbiamo perciò considerare il livello biofrequenziale dell’organismo umano, come un fattore chiave per il recupero e il mantenimento della nostra salute, in quanto è proprio attraverso queste frequenze infinitesimali che vengono regolati i processi vitali dell’organismo.

La biorisonanza (o moraterapia, acronimo dei suoi inventori, Morell e Rasche) è un metodo terapeutico energetico considerato appartenente alla medicina olistica, che vede la persona nel suo insieme e non come semplice somma dei singoli organi. La terapia della biorisonanza sfrutta a scopo terapeutico le energie, o meglio le oscillazioni – frequenze elettromagnetiche – proprie del paziente generate dalle cellule del corpo. 

La biorisonanza funziona stimolando il corpo ad autoregolarsi e ritrovare il proprio equilibrio energetico, favorendo l’autoguarigione di malattie o disturbi funzionali relativi ai suoi diversi organi. Questo processo è possibile grazie alla eliminazione delle interferenze provenienti sia da fattori esterni che da squilibri interni.

In natura qualunque elemento possiede una propria frequenza; la persona emette e riceve frequenze elettromagnetiche dall’ambiente che lo circonda in uno scambio continuo e interconnesso. Il corpo umano, in particolare, non può essere considerato solamente come un insieme di organi e di materia senza comprenderne l’impronta elettromagnetica e di vibrazione che appartiene a tutti gli elementi; difatti gli atomi, che costituiscono la materia stessa, sono in continua vibrazione.

Partiamo dalla legge naturale secondo cui tutti i processi organici di ogni essere vivente sono causati e controllati da oscillazioni elettromagnetiche di diversa frequenza, intensità, durata e forma d’onda. 

Queste oscillazioni vengono continuamente emesse da ogni cellula vivente, si propagano con la velocità della luce e informano ad ogni istante l’intero organismo del suo stato attuale e di quali meccanismi debbano essere messi in azione per mantenerlo in salute. 

Tali segnali contengono tutte le informazioni patologiche e fisiologiche che consentono di produrre un segnale terapeutico specifico e individuale.

Nel 1977, il medico tedesco Franz Morell sottolineò quanto fosse più semplice intervenire direttamente sul livello di controllo bioenergetico, piuttosto che su complessi chimici, attraverso i medicinali.

Lo stesso mise a punto un apparecchio di biorisonanza capace di captare le oscillazioni dal livello di controllo bioenergetico dell’organismo e di elaborarle in segnali terapeutici individuali. Ideato un filtro in grado di separare le frequenze fisiologiche, cioè sane, da quelle patologiche, diventò possibile trattare in modo mirato le frequenze “malsane”.

A un miglioramento della situazione energetica biofisica corrisponde automaticamente una graduale normalizzazione dei processi biochimici, ovvero la guarigione del paziente.

Questa metodica, che si può considerare una “medicina regolatrice”, al pari dell’agopuntura e dell’omeopatia, non mostra effetti immediati come può avvenire con quella chimica, la medicina tradizionale. Scopo principale della biorisonanza è quello di stimolare il corpo, attivando le forze di regolazione del proprio organismo e portarlo ad un’auto-guarigione. 

La biorisonanza si rivela particolarmente utile in caso di carenze immunitarie, allergie alimentari, allergie inalative, intossicazioni da veleni ambientale o da virus, o addirittura per stimolare la cicatrizzazione di ferite post-operatorie. La biorisonanza raggiunge risultati eccellenti nel trattamento di patologie d’aggressioni auto-immunitarie come le intolleranze alimentari. 

Una buona dose di successi si riscontrano anche in casi di neuro-dermatite, asma bronchiale, bronchite asmatica, eczemi cronici e poliartrite. Il metodo terapeutico della biorisonanza è oltremodo indicato per la cura dei reumatismi e di dolori di diverse natura come nevralgie, emicranie, cefalee di origine allergica e sindrome mestruale.

I trattamenti di biorisonanza si è dimostrata particolarmente utile per tutti coloro che sono rimasti delusi dalle cure mediche e dai metodi terapeutici tradizionali; questa metodica è particolarmente indicata per i bambini. Chi soffre di allergie e intolleranze, malattie circolatorie, stati infiammatori e dolorori, malattie metaboliche o psicosomatiche pare trarne grande beneficio. 

I trattamenti risultatano efficaci anche in ambiti che non sono accessibili con metodi della medicina classica (per esempio nella terapia antiallergica, nell’eliminazione delle tossine attraverso la riduzione diretta o l’eliminazione dell’oscillazioni immagazzinate nel corpo da sindromi allergiche, intolleranze alimentari e accumulo di tossine). Un altro considerevole vantaggio è quello di poter amplificare le frequenze elettromagnetiche dei farmaci ed eliminare allergie contro medicamenti importanti, come antibiotici e derivati.

Per tale motivo, la biorisonanza può essere utilizzata come metodo integrativo durante le cure tradizionali, soprattutto per ridurre la quantità di medicinali da assumere ed evitare così eventuali effetti collaterali, nonché abbassare il livello di intossicazione nell’organismo.

In Italia si tratta, come per il resto delle terapie non convenzionali, di trattamenti non riconosciuti legalmente. Tuttavia la biorisonanza viene usata in cliniche e in molti centri e paesi europei e non solo, è nota e praticata da medici e naturopati di tutto il mondo, soprattutto tedeschi, francesi, russi e statunitensi.