Masaru Emoto, giapponese di Yokohama è venuto a mancare nel 2014 a Tokio, al passaggio nell’era al passaggio nell’astrologica “Era dell’Acquario”,  finito il Decennio dell’Acqua proclamato dall’ONU, lasciandoci in dono una scoperta straordinaria: “Fate presto, non perdete altro tempo, l’acqua è messaggera di pace!” Masaru Emoto, dottorato in medina alternativa poi a capo del General Research Institute e dell’International Hado Membership, nel 2012 tenne un workshop nelle Marche (S. Benedetto del Tronto) per promuovere il suo progetto internazionale ‘The Soul of Water’, recepito in Italia dall’Accademia dell’Acqua: il liquido che assumiamo quotidianamente come sostentamento per dissetarci e di cui è composto (stimati in 60 miliardi di cellule) per la stragrande maggioranza l’organismo umano, non è un isolante ma un semiconduttore fatto di atomi informatizzabili (e potenziabili) attraverso vibrazioni armoniose. In sostanza, l’acqua è viva, e come tale interagisce con l’ambiente esterno, rispondendo per risonanza a  messaggi e vibrazioni.

Un corpo umano possiede diversi organi, costituiti da gruppi di cellule”, scriveva Emoto ne ‘Il vero potere dell’acqua’ (Edizioni Mediterranee), “le cellule sono formate da molecole, le molecole da atomi e gli atomi da particelle subatomiche: che cosa accade entro un anno o due quando l’alterazione vibrazionale delle cellule comincerà ad agire sulla vibrazione intrinseca degli organi?”, si chiedeva il ricercatore nipponico deducendo (forte di sperimentazioni empiriche e test fotografici su cristalli d’acqua ghiacciata esposti) come la buona musica (432 Hertz, frequenza di vita) possa raggiungere le nostre cellule armonizzandole, esattamente come l’irradiazione elettromagnetica (Wi.FI, cellulari, etc. etc.) in senso contrario può sortire un effetto nocivo sulla salute umana (e non solo).

Emoto abbracciò la Medicina Hado, dove per hado si intende la sensibilità dell’acqua ad una forma sottile, cioè energetica, da lui stesso tradotta come “fluttuazione d’onda, energia sottile esistente nell’universo”. Nel libro sferrò un colpo diretto alla medicina allopatica convenzionale,  nell’intento di suggerire un’applicazione complementare basata proprio sulle capacità terapeutiche dell’acqua coerente informata. La malattia ha una sua hado, così come la guarigione ne avrebbe un’altra: “L’acqua hado, quindi, può portare la giusta vibrazione nel cuore delle minuscole particelle subatomiche, mentre i farmaci usati dalla medicina occidentale raggiungono solo il livello cellulare, che genera i sintomi: è questo il grande limite della medicina occidentale”.

Parlare dell’acqua significa aprire un fronte, spalancare un portone: l’acqua non è tutta uguale, così come non è uguale quella che scorre dal rubinetto di casa (passando attraverso tubature persino in amianto!) paragonata a quella che sgorga dalla fonte in alta montagna. Energizzata, acida, alcalina ionizzata, alterata da agenti chimici e tossici, pura e secca come matrice di vita, dinamica oppure statica, coerente nei cluster e incoerente. Oltre Emoto, altri ricercatori hanno approcciato allo studio dell’H2O da un’ottica insolita: Emilio del Giudice, Giuseppe Vitiello, Giuliano Preparata e la fisica quantistica, l’immunologo Jacques Benveniste, e Renè Quinton. Per capire lo stato di malattia, la Medicina dell’Informazione utilizza le catene causali di Schimmel per comprendere i rapporti che intercorrono tra gli organi del corpo. La base della catena? L’acqua!

OASISANA

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