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La scoperta di questa proteina viene dell’Istituto De Bellis di Castellana, in Puglia e in futuro potrebbe evitare la chemio.

Una svolta importante per le terapie oncologiche che promette di rivoluzionare le cure per diverse tipologie di tumori tra cui cancri al seno, colon, ovaio e pancreas, la ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista di settore iScience.

Dopo solo otto mesi di ricerca (il progetto è quinquennale), i ricercatori dell’Istituto De Bellis di Castellana Grotta hanno scoperto come bloccare una proteina riparatrice del Dna in modo da uccidere le cellule malate, ciò potrebbe portare ad eliminare la chemio, a favore di meno invasive terapie farmacologiche mirate per neutralizzare solo le cellule tumorali, evitando la distruzione a tappeto di cellule sane e malate indotte dalla chemioterapia.

La ricerca, guidata dal professor Cristiano Simone e sostenuta dalla Fondazione Airc in collaborazione con NIH statunitense e con i gruppi Airc di Roma, Bologna e Milano, ha scoperto in laboratorio il ruolo chiave di un gene che produce una delle proteine addette alla riparazione del nostro Dna, bloccando questo gene in modo mirato, le cellule tumorali non riescono a riparare il proprio DNA e muoiono.
Il gene si chiama SMYD3, ed è noto da parecchi anni, ma nessuno fino ad ora ne aveva capito la funzione, cioè di riparare le cellule, sia quelle sane che quelle tumorali. Una volta creati dei farmaci questa terapia potrà essere applicata in fasce non indifferenti di tumore: nel 15% dei casi di tumore al seno, 15% dei casi di tumore alle ovaie, 11% dei casi di tumori al colon e 10% dei casi di tumore al pancreas.

il professor Simone racconta:

“La nostra scoperta amplia l’applicabilità del cosiddetto meccanismo di ‘letalità sintetica’, che sfruttando le mutazioni delle cellule tumorali per permette di uccidere in maniera mirata solo le cellule cancerose, risparmiando le sane.”

Tira le somme il direttore scientifico del de Bellis, 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐥𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢: “adesso il nostro obiettivo è sviluppare gli inibitori di SMYD3 in modo da ottenere farmaci potenti da testare in studi clinici controllati (trials), ai fini di questa nuova terapia farmacologica combinata”

Comunicato stampa De Bellis 

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