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Dimasalus è un particolare tipo di dieta che agisce per sottrazione e che permette di ricondizionare il metabolismo. Ricerche ventennali eseguite con la biorisonanza, hanno prodotto una certezza: il fisico è stimolabile in modo assolutamente preciso con onde elettromagnetiche, tramite esse è possibile ristabilire le capacità assimilative per perdere moltissimi chili. Il percorso Dimasalus induce al ricondizionamento attraverso due strade.

La prima è quella di una dieta che viene prescritta dopo aver fatto una serie di analisi al paziente (del sangue e delle urine), in generale un soggetto in sovrappeso, con almeno 10 kg da smaltire (e fino a 50 kg). In sostanza, la dieta è a fasi: da una prima fase chetogenica, in cui i carboidrati concessi sono solo quelli delle verdure, e per il resto si mangiano proteine magre e una bassa percentuale di grassi, fino a un’ultima fase dove vengono reintrodotti tutti gli alimenti, di modo tale che il paziente possa però assimilarli e digerirli correttamente. Chiaramente, la prima fase è quella che assicura la maggior perdita di peso: circa 10 chili, che si perderebbero addirittura nei maggiori punti di interesse come pancia o gambe.

Set accessori

 

 

La seconda è quella di una metodologia di biorisonanza, che sfrutta le frequenze elettromagnetiche del corpo per indurlo a bruciare i grassi in eccesso anziché convertire il cibo in grasso.
La biorisonanza si ottiene attraverso un dispositivo che viene posizionato sull’addome del paziente attraverso un cerotto, e che rilascia frequenze elettromagnetiche. Per i trattamenti localizzati si utilizza un’apparecchiatura elettromedicale (Biorigenya Pocket) e una serie di accessori in bioceramica che permettono, inoltre, di eliminare le infiammazioni osteo-articolari ottenendo il doppio beneficio del dimagrimento e dell’eliminazione dei dolori.

La dieta e il dispositivo lavorando in sinergia, permettono di dimagrire, abbastanza velocemente, senza effetti di pelle cadente. Esistono due protocolli dieta Dimasalus: la dieta vera e propria per pazienti con grave sovrappeso e difficoltà a svolgere attività fisica. Questo protocollo dura sei mesi, e permette al paziente di perdere fino a 45 chili. Il protocollo breve o minidiet dura invece tre mesi e permette di perdere dai 6 ai 10 chili. Trattare il corpo seguendo le leggi della fisica è il motto di questo innovativo regime alimentare che sta facendo parlare positivamente di se per aver risolto oltre 12 mila casi. Ma partiamo dagli inizi e cerchiamo di capirne di più.

Per chi è pensata la dieta Dimasalus? Il target di interesse sono i grandi obesi, persone di ogni età, uomini e donne senza distinzioni, in forte sovrappeso bisognosi di buttare giù molti chili (da 10 fino a oltre 50) e impossibilitati dunque a praticare del movimento fisico.

In che cosa consiste di preciso questa dieta? Si parte da un’accurata analisi medica dell’individuo, per capire se si è in presenza di patologie, per far sì di operare solo su persone senza disturbi particolari. Parliamo di una dieta che agisce per sottrazione: opera, cioè, ricondizionando il metabolismo del paziente dall’inizio. L’obiettivo è poter digerire e metabolizzare tutti gli alimenti. Si tratta di una totale riprogrammazione del metabolismo.

Su cosa si basa la dieta e qual è la sua particolarità? La rieducazione delle naturali capacità assimilative del nostro corpo avviene attraverso una stimolazione con opportune frequenze elettromagnetiche individuate al termine di lunghe ricerche, identiche a quelle che il nostro organismo utilizza per regolare le proprie funzioni. Si tratta di segnali già emessi dai vari organi, tessuti e apparati di qualsiasi organismo: una sorta di linguaggio del corpo che inneschiamo utilizzando un dispositivo tanto semplice quanto efficace.

In che modo funziona? Le frequenze elettromagnetiche selezionate e utilizzate per questo programma vengono caricate su una medaglietta posizionata, grazie a uno specifico cerotto anallergico, sull’addome del paziente. La medaglietta non è provvista di batteria, ma quando entra in contatto con l’organismo rilascia specifici dati sotto forma di frequenze, che vengono riconosciuti come “utili” dal corpo. Tali dati sono quindi adottati dall’organismo come nuovi parametri di comportamento per la gestione delle sostanze.

 

Ragazza con frutta

 

Per quanto riguarda invece la scelta degli alimenti? Come funziona? Il microchip non può nulla senza la messa in pratica dello scrupoloso regime alimentare, messo a punto dal team medico. Di durata semestrale, fa perdere gran parte dei chili tra il secondo e terzo mese, per poi portare a un nuovo ritmo metabolico dell’individuo.

Fase 1. Il primo mese è quello più restrittivo. Si possono mangiare verdure (per esempio cavolo, porro, melanzane), carni bianche e pesce (come dentice, platessa, polpo e pesce spada). Banditi pane, frutta secca, olio, latticini, alcol, cereali e carni grasse. Le cotture tollerate sono bollito, ferri, griglia e piastra. Le dosi sono libere, ma bisogna attenersi scrupolosamente all’elenco fornito dai medici.

Fase 2. Durante il secondo mese si introducono nuovi alimenti, per esempio la bresaola e tutti i tipi frutta.

Fase 3. Tra il terzo e il sesto mese vengono reinserite gradualmente tutte le altre tipologie di alimenti, fino al raggiungimento di un’alimentazione completa e priva di limitazioni, fatta eccezione per alcune semplici indicazioni volte al mantenimento dei risultati raggiunti.

I 6 punti positivi della dieta Dimasalus:

1) L’organismo si disintossica e si perdono le compulsioni alimentari, desiderando un’alimentazione più sana anche una volta passati i sei mesi di regime.

2) Nel 90 per cento dei casi è stato riscontrato che, chi ha seguito la dieta, non aveva fame e percepiva al contrario un forte aumento di energia.

3) Nonostante già nel primo mese di dieta si possano perdere fino a 16 chili, i pazienti hanno notato che i tessuti non subiscono cedimento, come generalmente avviene con altri regimi dietetici che procurano la medesima perdita di peso.

4) Il programma è stato appositamente studiato per bruciare i grassi nelle zone critiche, rimodellando la silhouette, anche nei punti più insperati, come interno cosce e fianchi.

5) Si ripristinano le capacità metaboliche e assimilative naturali, attraverso il dispositivo che insegna al corpo a bruciare i grassi in eccesso.

6) Un altro fattore chiave riguarda l’annullamento delle più comuni intolleranze alimentari, che, come ormai è risaputo, sono un importante elemento di disturbo nel processo assimilativo.

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Tecnica di indagine e cura antica, la biorisonanza sfrutta a scopo terapeutico le energie, o meglio le oscillazioni, frequenze elettromagnetiche, proprie del paziente generate dalle cellule del corpo. La biorisonanza funziona stimolando il corpo ad autoregolarsi e ritrovare il proprio equilibrio energetico, favorendo l’autoguarigione di malattie o disturbi funzionali relativi ai suoi diversi organi. Questo processo è possibile grazie al fatto di eliminare le interferenze provenienti sia da fattori esterni che da squilibri interni. Il nostro tipo di indagine agisce attraverso specifiche frequenze.

Con tale tecnica si evidenziano stati infiammatori e intossicativi legati ad alterazioni dei propri microrganismi oppure riconducibili a intolleranze alimentari o ad aspetti posturali, con una visione dell’organismo molto ampia.

Molto spesso concorrono tutti e tre i fattori contemporaneamente. I programmi terapici, atti a ripristinare il corretto equilibrio tra questi fattori, vengono studiati prendendo in esame l’insieme di tutti i dati emersi e sono sempre personalizzati.

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