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L’aria all’interno dell’abitacolo di un’auto con i finestrini chiusi è più inquinata dell’aria esterna. Il motivo è che, nonostante i filtri anti-polline, le polveri sottili e i gas nocivi tendono ad accumularsi in un ambiente chiuso. Notare fra l’altro che commercialmente vengono chiamati “filtri anti-polline”, non “anti-smog” infatti: se si chiamassero anti-smog o anti-inquinamento sarebbe una truffa: i filtri antipolline sono efficaci solo nel filtrare i pollini e le particelle di polvere più grossolane, e solo se vengono cambiati frequentemente, ovvero almeno ogni sei mesi se si usa l’auto tutti i giorni.

In particolare per i bambini piccoli stare chiusi in un’auto nel traffico è peggio di camminare, andare in bici o essere trasportati in passeggino nella stessa via in cui transita l’auto. Lo afferma lo scienziato inglese Sir David King, in questo articolo del Guardian.

Nell’abitacolo dell’automobile i veleni e le polveri si accumulano
L’inquinamento atmosferico danneggia i polmoni dei bambini piccoli, con potenziali danni anche per il DNA delle cellule.

Una serie di esperimenti hanno dimostrato che chi guida l’auto e i passeggeri respirano aria più inquinata rispetto a chi va in bici o cammina nella stessa strada.

Il professor Stephen Holgate, esperto di malattie respiratorie della Southampton University, afferma inoltre che l’inquinamento è “da nove a dodici volte più elevato all’interno dell’auto rispetto a fuori. I bambini stanno dietro e spesso l’auto ha i ventilatori accesi, aspirando i fumi di scarico dei veicoli davanti e portandoli direttamente verso il retro dell’abitacolo”.

Molti genitori sono confusi perché, anche grazie al marketing delle aziende automobilistiche che presentano sempre i veicoli come “sicuri” ed “ecologici”, pensano che l’aria all’interno dell’abitacolo sia migliore di quella esterna. Non è vero: nell’abitacolo veleni e polveri si accumulano.

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